LUCIANOCOLAVERO 2 (DUE) 2004
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drammaturgia scenica diretta da Luciano Colavero

con Andrea Pangallo | Francesco Villano

Vincitore ex-equo FESTIVAL PRESENZE_1

organizzazione Simona Rossi

produzione Strutture Primarie

realizzato in collaborazione con Mimecentrum Berlin

 

 

 

«Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, di isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone...»

(J.L. Borges)

 

In un luogo indefinibile, tra valigie, cartoline e biglietti del treno, vivono due emigranti. Vivono e attendono. Attendono che un’invisibile forza dia loro il permesso di partire. In questo spazio giocano, pregano, viaggiano girando in tondo come criceti in gabbia, in un contrappunto in cui la disperazione dei continui fallimenti dialoga con la travolgente forza di inventare e reinventarsi. I due, tra complicità e competizione, affetto e cinismo, debolezza e forza, mettono in moto una giostra che si ferma e riparte. Una giostra che disegna ogni volta nuovi spazi per la fantasia. Una giostra che cerca il comico nel tragico e viceversa.

 

«Lo spettacolo era nato dall’idea di realizzare una versione muta della pièce di Mrozeck “Emigranti”, ma le relazioni sottili tra personaggi, i piccoli gesti, gli sguardi rubati, i rituali di azioni fisiche minime, i dialoghi muti che abbiamo esplorato in improvvisazione, ci hanno spinti a trovare una forma diversa: siamo arrivati così a una partitura di immagini e silenzi beckettiani.»

(Luciano Colavero)

«Sono molte le metafore che suscita questo intenso spettacolo che regge sulla espressività clownesca e tragica dei due bravissimi Francesco Villano e Andrea Pangallo. Maschere quasi senza parole, suscitano inquietudini e sussulti che ci disarmano. Nell’animo.»

(Giuseppe Di Stefano — Città Nuova)

 

«Non ci si chiede il perché della drammaturgia scenica di Colavero, ma si ride e basta. Sonoramente. E qui sta la sua forza. Di far dimenticare i perché, portando il pubblico ad abbandonarsi a questa allegra malinconia, nutrita di commedia all’italiana che, per molti di quelli che erano in sala, ha perfino il gusto un poco dolce e un poco acre dell’infanzia.»

(Graziano Graziani — La differenza)

 

«Uno dei momenti più comici dell’attuale scena italiana.»

(Sergio Gilles Lacavalla — Avanti!)