LUCIANOCOLAVERO DONNE IN ASSEMBLEA 2004

di Aristofane

adattamento e regia di Luciano Colavero

direzione artistica di Peter Stein

con Anna Della Rosa, Gianluigi Fogacci, Sandro Maria Campagna, Andrea Trapani,

Stefania Bongiovanni, Chiara Tomarelli, Linda Gennari, Valentina Ferrante, Annalisa Insardà,

Rita Salonia, Katerina Daskalaki, Emanuela Trovato, Micaela De Grandi, Gabriella Mazzone

spazio scenico Luciano Colavero

costumi Colomba Leddi

luci Mirco Maria Coletti

azione scenica Sandro Maria Campagna

trucco Andrea Formica

aiuto regista Regina Piperno

assistente per scene e costumi Maria Gabualdi

foto di scena Tommaso Le Pera

produzione CRT Artificio

in collaborazione con INDA/Istituto Nazionale del Dramma Antico

spettacolo realizzato per il XL Ciclo di Rappresentazioni Classiche

dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico

 

 

 

«Realizzare un’utopia. È una contraddizione in termini? Che cosa resta di un’utopia realizzata? Forse la necessità di una nuova utopia?

Ma che cosa cerca un’utopia? Il raggiungimento della felicità, direi. E il primo passo per raggiungerla non sarà forse il perseguimento del piacere? Forse sì. O comunque così sembrano credere le donne che prendono il potere ne “Le donne in assemblea”.

Attraverso il piacere incontro alla felicità, dunque. Ma che succede se questo primo passo diventa anche l’ultimo? Mentre seguiamo il piacere dei sensi la felicità proseguirà per la sua strada dimenticandosi di noi? Forse sì. Ma c’interessa poi tanto inseguire quella stitica dispensatrice?

Attraverso il piacere incontro alla felicità, dunque. Ma che succede se il piacere di uno coincide col dispiacere di un altro? Che cosa faremo se non riusciremo a portare fino in fondo neppure questo primo passo e, non dico la felicità, ma neppure il piacere potremo raggiungere?

Ma non pensiamoci adesso: pensiamo a divertirci.»

(Luciano Colavero)

«Rigorosissimo. [...] Il concertato fisico del gruppo straniava la vicenda, imbastendola in una a-temporalità pregnante: con pochi elementi - bastoni e tavoli usati all’inverosimile - a far da scenografia, allora, poteva risaltare con tutta forza la calibrata ri-edizione del testo.

Colavero, infatti, ha puntato a una attualizzazione non immediata, anzi: non c’è satira, o parodia del leader di turno. Aristofane rimane, con il suo spirito irriverente e reazionario, caustico e comico: ma la disincantata analisi della situazione politica aristofanea diventa una pungente denuncia, amara fino alla violenza, della pochezza del contemporaneo.»

(Andrea Porcheddu — delteatro.it)