LUCIANOCOLAVERO MADAME BOVARY 2014
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di Luciano Colavero regia Luciano Colavero con Chiara Favero vincitore STAZIONI DI EMERGENZA - Atto VI scenografia Alberto Favretto | Marcello Colavero suono Michele Gasparini luci Elisa Bortolussi costumi Stefania Cempini foto di scena Paolo Porto produzione Strutture Primarie un ringraziamento speciale a Simona Rossi, Spazio Aereo, Arti e Spettacolo, Kanterstrasse/Valdarno Culture, Eventi Arte Venezia, Kabina Welcome. "Il cuore umano non si allarga che con un taglio che lo squarcia." Gustave Flaubert - a Luise Colet Quando immagino madame Bovary vedo una donna che ha fame, vedo una donna drogata di desiderio. La sua droga non sono gli oggetti, la sua droga è l’immagine, la visione, il sogno di ciò che non possiede. Lei vede qualcosa che non ha, lo desidera e corre. Se può permettersi di comprarlo lo compra. Se non se lo può permettere s’indebita e lo compra lo stesso. Se non può comprarlo neanche indebitandosi fino al collo si ammala di desiderio e d’invidia. Il desiderio l’avvelena, ma nello stesso tempo la rende viva. Lei vuole l’impossibile e questo la rende viva, perché i desideri realizzati sono desideri morti. Perché soltanto l’impossibile è degno di essere desiderato. Una donna entra correndo. La sua casa è vuota, è stata pignorata. Hanno messo le mani dappertutto, hanno portato via tutto. Sul palco c’è una pedana lunga e stretta. Nient’altro. La donna entra correndo su quella pedana. Ha le mani piene di arsenico, rubato in farmacia, e mettendosi spudoratamente in mostra divora il veleno, per iniziare a morire. È la sua grande occasione. Si accorgeranno tutti, finalmente, che lei esiste. È così che inizia lo spettacolo, con una donna che corre dentro e inizia a morire. E le mosche che le ronzano intorno. E lei che continua a morire per un’ora intera. E noi che la guardiamo. "Il futuro era un corridoio tutto nero. In fondo c'era una porta chiusa, ben chiusa." Gustave Flaubert - Madame Bovary